Schiele estremamente egocentrico ,dalla vanità esasperata basta vedere il suo comportamento davanti ad una macchina fotografica “mai spontaneo”comunque con un talento ed una sensibile naturalezza.

Nella sia pur breve vita dipinge una infinità di opere eseguite in un periodo Viennese difficile sia politicamente e alla grande miseria sociale di fine 800 . In questo clima il giovane artista ricerca il suo stile con un linguaggio che esprima la lacerazione e l’estraniamento dalla Storia che toglie motivazioni di un possibile futuro.

Egon vive in questo clima esistenziale il suo stato di vitalità di giovanile erotismo l’arte è il linguaggio che per immagini ferma queste sue pulsioni come “eros e morte, dinamica e stasi, azione e contemplazione,sul suo diario scriverà :tutto nella vita è morte”

Nell’eros delle figure disarticolate di Schiele , lo sfondo appena accennato impedisce quella carica erotica su immagini con pose rannicchiate o languidamente distese , ma sono il segno di una vitalità ed una ossessione erotica.

Schiele esaspera in questo senso le sue opere che hanno una tensione espressionista artisticamente costruttiva ed un esibizionismo che denota anche un carattere di volontaria immaturità.

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